Nel corso della nostra attività di contatto e di confronto continuo con i colleghi di tutta Italia stiamo notando un senso di sfiducia da parte dei poliziotti nella classe politica che viene esternata ai rappresentati sindacali che in questo caso svolgono la funzione di “ammortizzatori sociali” della nostra categoria.

I colleghi sono delusi ed arrabbiati perché la politica che viene portata avanti non è di “sicurezza” ma di “rassicurazione” e, purtroppo, non si tratta della stessa cosa. Si tratta di una politica di rassicurazione che sembra essere caratterizzata dalla mancanza di una linea univoca, di uno strutturato progetto di ampio respiro e dall’assenza di una visione di lungo periodo nel campo della sicurezza. Alla luce  di questa carenza che è propria soprattutto della politica, appare sempre più importante il ruolo del sindacato ed in particolare dell’Ugl Polizia di Stato, l’organizzazione che si sta distinguendo nel panorama sindacale per la sua capacità di non limitarsi alla protesta ma di essere capace di elaborare proposte concrete  fattibili che rappresentano un importante punto di riferimento per tutti i protagonisti della politica della sicurezza. E allora non possiamo che compiacerci del fatto che la battaglia storica, e fino a poco tempo fa solitaria, dell’Ugl Polizia di Stato, quella sulla detassazione dei redditi e delle indennità di polizia, ora venga seguita anche da altri sindacati e soprattutto, sia entrata nel dibattito politico come tema di possibile intervento. E’ questa la linea che dobbiamo seguire per migliorare le condizioni lavorative dei poliziotti. Spiace notare che, invece, non sempre è così. Ad esempio, a nostro avviso è un segno del collasso del sistema il fatto che alcuni colleghi si stanno facendo prendere dalla rassegnazione e pensino che l’unica soluzione sia partecipare a programmi televisivi la cui ricaduta positiva per i poliziotti è tutta da dimostrare. In un sistema che funziona non c’è bisogno che i poliziotti vadano in tv a farsi compartire dalla gente. Perché noi non siamo lavoratori come tutti gli altri. Noi siamo speciali, perché a noi viene richiesto molto di più di quanto non venga fatto, ad esempio, agli altri dipendenti dello Stato. In un sistema che funziona, infatti, gli interlocutori dei poliziotti e di chi li rappresenta sono le istituzioni. Noi pensiamo che sia molto più utile fare pressione sindacale e politica sulle istituzioni ed infatti è quello che stiamo facendo. In questo senso il positivo legame con una grande confederazione sindacale come l’Unione Generale del Lavoro è importantissimo. E’ sulle istituzioni che dobbiamo fare pressione, non su altri. E le iniziative che l’Ugl Polizia sta organizzando, come ad esempio la campagna “facciamo un passo avanti”, lo “sciopero virtuale” dei poliziotti e le iniziative ad essi collegate che illustreremo nei prossimi giorni vanno proprio in questa direzione. E’ questa la strada da seguire se vogliamo che nella politica della sicurezza e nel miglioramento delle condizioni lavorative dei poliziotti si faccia un passo avanti.

NOTIZIARIO DEL 13 NOVENBRE 2MILA9

Nella foto il Segretario Generale dell’Ugl Polizia di Stato, Cristiano Leggeri

le fotografie sono di Davide Procaccini